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maglietta di Samu






Carissimi Martina e Ale,
quando nel primo pomeriggio di ferragosto di due anni fa, il vostro Samuele e' stato assunto in Paradiso all'improvviso insieme alla Regina del Cielo, il sole non si e' spento del tutto. Ha lasciato su questa terra, nella vostra speciale famiglia, una piccola luce che ha raggiunto, poco alla volta, gli angoli piu' vicini e lontani, riscaldando a sua volta cuori in crisi, genitori disperati, ambienti senza amore: in Italia, in America, in Africa.
Quella luce ha il volto dagli occhi verdi di un nuovo angelo, Samu, che come il ragazzo della Bibbia si e' fatto trovare pronto alla chiamata del Signore.
A lui Dio ha chiesto di dargli una mano per portare il sorriso dove vi sono solo lacrime, la speranza di un futuro migliore per i tanti esclusi dal banchetto della vita.
Tre anni fa non avreste creduto che, nonostante la vostra forte fede, il Vangelo avesse potuto aver ragione: un piccolo seme, caduto in terra, sta diventando una pianta dai rami forti e ricchi: un'associazione di amici, dalla fantasia senza confini, che puntualmente tutte le settimane si ritrovano per inventare sempre qualcosa di grande e di originale per realizzare il "sogno di Samule"; tantissime altre persone che, anche anonime, incrociando il volto dal sorriso indimenticabile di vostro figlio hanno ripreso a credere e a vivere.
Se, al termine dell'eucaristia con cui abbiamo dato l'arrivederci al nostro Angelo, avete avuto il coraggio di ringraziare Dio per avervelo donato 10 anni, oggi sentitevi fortunati per questo figlio che ha messo le ali e come una farfalla si fa presente nella nostra vita e ci invita a puntare gli occhi verso l'Alto, dove un giorno ci ritroveremo per una festa che non avra' mai fine.
Sono con voi oggi, come sempre, per dirvi anche l'affetto di tantissime persone che vi vogliono bene e per condividere, anche se da lontano, questa giornata di fede e di festa.
Un cordiale saluto a don Antonio e alle suore, e un grande abbraccio a Rebecca, al mio figlioccio Giona, a Magda, a Mical, ai nonni, zii e amici tutti di Mappano.
Con affetto
Don Valerio Bocci
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Carissima famiglia Callegaro,

incoraggiata dalle parole d'augurio giuntemi alcuni giorni or sono, mi permetto con la presente di farvi partecipi del mio sentire.

In queste ore che precedono il nuovo anno mi sembra di vedere Samuele che, preso per mano il Signore, tra un saltello e l'altro, gli sta raccontando di un posto in Africa dove gli alberi crescono a dismisura, gli animali selvatici si spostano in branco e i coccodrilli sornioni disegnano miraggi di isolotti nella cheta acqua palustre. Sarebbe un luogo veramente bello ... se i bimbi avessero ancora entrambi i genitori, se potessero ogni giorno avvicinare con le mani alla bocca una scodella di riso ed un bicchiere di latte, se avessero farmaci e vaccini per combattere l'aids e la malaria. Sarebbe proprio bello, insiste Samuele, se avessero una matita colorata ed un foglio di carta bianco e un luogo, anche un luogo, dove poter disegnare quell'arcobaleno che una volta in sogno ha strappato loro un sorriso.
Il Signore, pensoso, si liscia la folta barba e tace. Samuele lo tira per la mano e gli mostra una località di pianura: bianche montagne a ovest, delle fabbriche, prati e bialere e un agglomerato di casette ordinato e discreto. Nel tepore di quelle abitazioni vedono bambini ben nutriti, ben vestiti, circondati da giochi e giocattoli, libri, colori e quaderni. Sembra proprio che a questi ragazzi non manchi nulla. Ciononostante si annoiano, giocano da soli entro i confini di poche pareti, aprono i libri e, insoddisfatti, li richiudono; accendono il televisore, ma paesi dilaniati da bombe feriscono il loro cuore; chiedono ai genitori di giocare con loro, ma spesso mamma e papà, stanchi o preoccupati per il lavoro, non riescono a dedicare loro tutto il tempo che sarebbe necessario. Samuele sa bene quanto sarebbero più felici questi bambini se potessero trascorrere parte del loro tempo con altri coetanei, affiancati da adulti preparati e capaci di animarli nei giochi. Sa quanto bisogno essi abbiano di ampi spazi studiati e realizzati appositamente per il loro bisogno di correre, di tirare calci al pallone e di socializzare. Soprattutto, Samuele sa che quel Nonno alla cui mano si affida con fiducia possiede poteri illimitati e soprattutto un cuore così grande da non lasciare insoddisfatte le richieste di chi ha il coraggio di levare in alto il viso per parlargli a tu per Tu.
La strada è coperta di soffice neve fresca, gli alberi ornati di trine disegnano le quinte di un palco dove un bambino in braccio ad un Nonno guardano da una finestra all'interno di un casale in campagna. Dentro vedono una mamma, un papà e altri bambini. Ci sono nonni zii e cuginetti. Attendono la fine del 2008 e l'arrivo del nuovo anno.
"Vedi, Signore; quella è la mia famiglia! Sorridono, ma non sono felici! Da quando io sono venuto ad abitare con te, hanno capito che avrebbero ritrovato la gioia se fossero riusciti a realizzare i miei sogni. Non hanno interposto tempo e, senza sosta, con l'aiuto dei loro amici, hanno posto le basi per la costruzione di una scuola in quella località africana che ti ho mostrato prima. Inoltre si stanno adoperando per la realizzazione di un centro giovanile dove possano stare serenamente insieme bambini ragazzi e giovani del Mappano. Tu che cosa ne pensi? Che ne diresti di fare il tifo per le loro iniziative?"
Il Signore stringe il viso di Samuele tra le mani, specchia i propri occhi nei suoi: "Chi mai, dolce Samuele, potrebbe non dirti di SI?"
Continua silenziosamente a fioccare. Nella casa i bimbi già cadono dal sonno, mentre gli adulti li stringono al petto. Samuele, pago del consenso ottenuto si accoccola tra le braccia del Signore e s'addormenta.
I suoi sogni illuminano il nostro piccolo mondo e profumano dolcemente di buono.

Vogliate accogliere queste righe come augurio e solidarietà.

Rosanna ___________________________________________________________________

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