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bomboniere solidali

maglietta di Samu


Tra un mese saresti arrivato nella
tua nuova scuola…
Ti aspettavamo…
Ora, invece, se tu che ci aspetti, in
Paradiso, proprio come voleva
Don Bosco: “Dite ai miei ragazzi
che li aspetto tutti in Paradiso”.
Ciao, Samuele.

I Salesiani del “Michele Rua”


Martina ed Alessandro,
queste parole non sono scritte solo per voi ma anche per me: non sono scritte per esser lette subito  ma quando dovrete riaprire uno spiraglio nella vostra sfera di dolore e riscoprire che esiste ancora un mondo; non certo lo stesso di prima, ma che tuttavia esiste ancora e voi non potrete non riaffacciarvisi, rientrarvi e viverci per operare per gli altri. Gli altri che sono prima di tutto i vostri piccoli, i vostri cari tutti quelli che hanno bisogno di voi.
Quello sarà il giorno in cui perderete il privilegio di poter piangere a volontà; quello sarà il giorno nel quale dovrete fare l’appello più grande alla vostra Fede.
Ecco, la Fede è l’ancora e il salvagente e l’approdo nei naufragi dell’uomo. Colui che dona e toglie l’ha donata in via permanente, non sarà mai Lui a toglierla ma è l’uomo che può dimenticarla o perderla o addirittura gettarla via, quando comincia a chiedersi “perché” e non trova risposta o addirittura trova contraddizione o ingiustizia.
Nella mia lunga vita le vicende che mi hanno più addolorato, che mi hanno addirittura spaventato, sono state quelle dei percossi che si chiedevano perché: perché proprio a me, perché proprio adesso, ma cosa ho fatto, ma cosa non ho fatto, ma se, ma se non… e veder la disperazione farsi ribellione, perché non c’era risposta al perché.
Se è privilegio, anzi diritto/dovere, pretendere sempre una giustificazione alle azioni degli uomini, non ci è dato invece di chiederla agli atti di Dio; non qui. Sarà quello il nostro paradiso: quando ci saranno date tutte le risposte, tutte le ragioni per le gioie ed i dolori,, nostri ed altri, puntolini microscopici ma insostituibili, nel grande disegno dei cieli e della terra, del tempo e dello spazio.
Diletti amici, non vi sembri una nota stonata se a questo punto, sottovoce, mi azzardo a ricordarvi che l’uomo ha diritto alla felicità. Spesso il lutto fa sembrare colpevole il fatto di poter provare ancora speranze, soddisfazioni, gioia. Non è così: niente e nessuno può negare  il diritto alla felicità. Fate appello alla vostra giovinezza, alla vostra energia: siate più buoni, più attivi,più bravi di prima; soprattutto vogliatevi ancora più bene, tu uomo tu donna, compagni d’una vita, per percorrere la vostra strada strettamente abbracciati. Così onorerete il vostro angelo, così il vostro cielo sarà sereno quando verrà il tramonto.
Vi abbracciamo